Iuvenes Ovidiani
Progetto OpenCoesione 

ABBAZIA CELESTINIANA

"Un gioiello ai piedi del Morrone"

Le sue origini sono legate alla figura di Pietro di Angelerio, monaco benedettino, eremita, fondatore degli ordini dei Celestini e Papa con il nome di Celestino V.  Sarà lui a iniziarne la costruzione ampliando probabilmente la chiesetta si Santa Maria risalente alla prima metà del XIII secolo e promuovendo poi la costruzione di una nuova chiesa dedicata allo Spirito Santo con annesso un Monastero. 

Nel corso dei secoli l'Abbazia ha subito varie fasi di ampliamento. Una prima ricostruzione del Monastero fu dovuta al re Carlo D'Angiò nel 1299, in seguito ci fu un importante abbellimento nel Cinquecento e una ricostruzione dovuta all'evento sismico del 1706.

L'attuale impianto, di notevoli dimensioni, è composto da una monumentale chiesa settecentesca e da un imponente monastero che si articola su cinque cortili interni, tre cortili maggiori e due minori, racchiusi da una cinta muraria. Il portale d'ingresso immette nel cosiddetto Cortile dei Platani che fronteggia la chiesa, e un campanile che ricorda quello dell'Annunziata a Sulmona. L'abside custodisce un coro in legno di epoca barocca. 

Dal cortile sinistro, chiamato Cortile dei Nobili, a forma rettangolare, si passa nel refettorio, secondo il tipico schema monastico settecentesco. 

I monaci hanno abitato questo complesso fino all'emanazione della legge napoleonica del 1806 che disponeva la soppressione degli Ordini religiosi. In seguito a ciò l'Abbazia ha cambiato diverse destinazioni d'uso: adibita dapprima a Collegio Reale dei tre Abruzzi, poi ad ospizio di mendicità, quindi a quartiere militare con annesso ospedale, nel 1868 viene trasformata in carcere e sarà tale fino al 1993. 

Attualmente è sede di uffici distaccati della Soprintendenza per i Beni Storici e dell'Ente Parco Majella. Nel 1902 è stato dichiarato monumento nazionale e dal dicembre 2014 il sito è in gestione al Polo museale dell'Abruzzo. 

E' attualmente in corso un progetto di recupero e completamento della Badia di Papa Celestino V in Sulmona, nel quale la priorità è la valorizzazione delle risorse naturali, l'attrattiva e lo sviluppo. L'obiettivo generale è rivalutare le risorse culturali e paesaggistiche locali, trasformandole in vantaggio competitivo per aumentare l'attrattività, anche turistica, del territorio, migliorare la qualità della vita dei residenti e promuovere nuove forme di sviluppo economico sostenibile. L'obiettivo specifico è rafforzare la capacità di conservazione e gestione delle risorse naturali e culturali mediante la cooperazione territoriale.